A contatto con le le mie emozioni

dialogoemozionitbNon posso fare a meno delle emozioni ma non voglio farmi dominare da loro.

Nel precedente post dicevo che:  Non dobbiamo eliminare le nostre emozioni, occorre però entrare in rapporto con loro in modo positivo". Non è semplice. Quando ci manteniamo distanti dal nostro mondo emotivo e usiamo solamente  la ragione cerchiamo di controllare il nostro mondo interiore ma in questo modo lo soffochiamo e  quando meno ce lo aspettiamo ci sfugge di mano in modo scomposto. Gli sfoghi di rabbia improvvisi mostrano la nostra impotenza ma anche  la nostra debolezza perchè ci fanno sentire schiavi delle emozioni e questo non ci piace.

Alcuni percorsi esperienziali sottolineano l'importanza del Sè in presenza. Di cosa si tratta? E' un modo d'essere (e di fare) che ci permette di essere consapevoli di noi stessi anche quando siamo a contatto con le nostre emozioni e con le nostre parti interiori. Non è facile da raggiungere. Nello Psicodramma questo avviene quando il protagonista osserva da fuori la scena da lui costruita e nella quale il suo alterego (l’attore che fa la sua parte) occupa un posto in vece sua. Il protagonista ha costruito la scena  ne è parte,  adesso però la può osservare da fuori. Questo gli consente di, rivivere l'esperienza con la sua carica emotiva ed allo stesso tempo di non farsene travolgere. Il Focusing raggiunge il Sè in presenza attraverso un processo di accettazione delle emozioni che avviene in vari momenti. Nel primo momento delll’esperienza di Focusing, quello che Gendlin definisce creare uno spazio, osserviamo i problemi, le situazioni dentro di noi e le portiamo fuori di noi, in un punto del nostro spazio immaginativo sufficientemente lontano, nel quale la presenza del problema è ancora avvertita ma non è più invasiva. Poi quando avverto il felt sense, trovo il simbolo che lo esprime e lo sento risuonare dentro di me lo saluto: gli dico salve e mi preparo ad ascoltarlo. Per fare tutto questo devo essere consapevole di me e di quello che sto provando come di due entità separate. Quando poi pongo domande al felt sense comincio a capire che sto dialogando con una parte di me diversa dalla mia identità, in questo dialogo Sè in presenza e la parte di me con cui sto dialogando acquistano una maggiore consapevolezza.

In che modo posso spiegare cosa è il Sè in presenza a chi crede di non averlo mai conosciuto? Il Sè è quella parte di noi che può dire: Io Sono nel senso di Io esisto. Questa parte di noi ci dà il senso di continuità del nostro essere al mondo nonostante proviamo  continui cambiamenti del nostro vivere (siamo bambini, diventiamo grandi, invecchiamo; ci sposiamo, ci separiamo; lavoriamo durante il giorno ma siamo la sera padri e madri di famiglia e quando andiamo a trovare i genitori torniamo un po' bambini). questa parte dialoga con le emozioni e le accoglie, si lascia contagiare da loro. Se perde però la piena  consapevolezza di Sè può arrivare a dire: "io sono arrabbiato, io sono triste, io sono genitore" aggunge cioè al verbo essere una caratteristica che o definisce in modo assoluto ma che lo limita perché non siamo sempre e solo tristi arrabbiati, genitori, impiegati: cambiamo da un momento all’altro e possiamo essere l’una e l’altra cosa. Il Sè in presenza si lascia contagiare dalle emozioni perché sa di averne bisogno ma non sono parte integrante della sua essenza.

Il Focusing quando inizia il momento del dialogo con le nostre parti interiori utilizza tutta una serie di tecniche per mantenere questa distanza, che si possono riassumere con la frase: c'è una parte di me che.....

Questo  è il punto di partenza di  un dialogo tra una parte di noi  ed il Sè in presenza. Il dialogo permette al Sè in presenza di ascoltare e capire le ragioni della parte con cui è entrato in dialogo e questa  si sente ascoltata, finalmente.

Chi fa Focusing le prime volte si stupisce per gli effetti benefici che ha il semplice ascolto  delle nostre parti interiori. Talvolta per loro è sufficiente sapere che si sono state ascoltate perché in questo modo le abbiamo riconosciute. Scopriamo così che molte emozioni che ci travolgono sono espresse da parti di noi che si sentono poco ascoltate. Questo però è un discorso che approfondiremo un'altra volta.