La tua storia personale - un cammino

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Le esperienze che viviamo tutti i giorni ci portano soddisfazioni e delusioni. Quando abbiamo degli obiettivi ci sforziamo di raggiungerli in tutti i modi, fino a quando ce l’abbiamo fatta. Dopo  però accade spesso che ci sentiamo vuoti, perché abbiamo sognato qualcosa che si dimostra superfluo quando viene raggiunto. Tutto questo può diventare un supplizio, che ci spinge a cercare in continuazione esperienze nuove oppure a lasciarci affascinare da vicende che non sono nostre. Ci appassioniamo così per storie raccontate dalla televisione oppure di quelle degli altri ma non riusciamo a trovarne una che riusciamo a sentire davvero come nostra.

La ricerca della nostra storia personale (qualcuno la chiama la nostra vocazione, il nostro cammino, la nostra strada) è certamente impegnativa però ne vale la pena. Talvolta la viviamo assieme ad un’altra persona altre volte dobbiamo percorrere da soli la nostra strada.  Sono tanti gli stimoli che riceviamo quando iniziamo il nostro cammino di ricerca. Siamo come i bambini nella e fiabe che sperduti nel bosco cercano il sentiero per tornare a casa. Ma qual è? Se solo lo sapessimo sarebbe tutto più facile.

Quando cerchiamo un senso fuori di noi crediamo negli insegnamenti e nei consigli che ci vengono dati. Al giorno d’oggi però troviamo di tutto. Viviamo in un mondo privo di ideologie? Forse, però le proposte che ascoltiamo sono davvero tante, diverse, di ogni tipo. Qual è la nostra? Quella che più ci affascina, mi viene da dire. Possiamo lasciarci affascinare da una storia, lasciarci prendere dall’entusiasmo e farla nostra. Può accadere però che una parte di noi dopo un po’ ci sussurri che ci siamo sbagliati oppure che ci ha stancato.

Non bisogna mai smettere di cercare, è vero. Come non bisogna mai smettere di sognare. Quando viene però il momento in cui ci chiediamo se non stiamo girando a vuoto le cose iniziano a cambiare: stiamo passando dalla fase del brainstorming, della ricerca curiosa, a quella della ricerca di una via. Nella prima fase esploriamo con curiosità tutte le possibilità e le  opportunità che incontriamo. E’ la fase della scoperta, della crescita tumultuosa, del caos che ci inebria. In questa seconda fase siamo alla ricerca della nostra strada. Lo eravamo anche prima, ma ora ci interessa trovare una direzione precisa e questo  prevale sul desiderio della semplice  scoperta e conoscenza di tutte le opportunità che abbiamo a disposizione.

Continuiamo a chiederci: come la trovo? Molto spesso questo avviene per caso. Ci capita all’improvviso, quando meno ce lo aspettiamo ce la troviamo davanti. Dobbiamo però essere pronti a riconoscerla fra le tante. In questa fase l’intuito è di grande aiuto, occorre averne fiducia e lasciarci guidare da lui. E’ necessario però prendere l’abitudine di ascoltarlo per distinguerne la voce tra tutte quelle che si affollano nella nostra mente.

 Il Focusing ci è di grande aiuto. Ci insegna ad ascoltare le sensazioni che provengono dal nostro corpo e a stabilire un dialogo con il nostro mondo interiore. Il Focusing lo pratichi  (ti ascolti con il focusing) oppure lo associ ad altri momenti esperienziali, ad esempio lo psicodramma o l’arte, percorsi che sto sperimentando in prima persona. Mi rendo conto che tutto questo mi ha cambiato, mi ha arricchito. Il processo di integrazione che sto vivendo mi permette di entrare in contatto con parti di me che non conoscevo o non volevo accettare e iniziare un dialogo che mi rende più consapevole, più sereno, più attento a quello che voglio veramente. L’esperienza mi dice che le strade sono davvero tante ma che il percorso di La integrazione passa attraverso la consapevolezza e l’affetto compassionevole verso noi stessi. L’obiettivo è quello di arrivarci, imparando anche a guardaci con occhi diversi.


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