Il Focusing in breve

Il Focusing è un percorso esperienziale che ci aiuta a guardare  noi e il mondo in modo nuovo.

perlafocusing

Il Focusing nasce in America negli anni settanta. Il suo ideatore, Eugene T. Gendlin è stato prima discepolo e poi collega di Carl Rogers, famoso psicoterapeuta americano.

 

Gendlin sostiene di non aver inventato nulla ma di aver evidenziato esperienze e pratiche che gli uomini hanno sempre utilizzato, anche se spesso in modo inconsapevole. Ha messo a punto questa pratica che viene utilizzata da psicologi e psicoterapeuti come strumento di cura per i propri pazienti ma è anche un efficace strumento per guardarsi dentro, prendersi cura di sé e volersi bene. Il Focusing è un percorso esperienziale che ci aiuta a guardare  noi e il mondo in modo nuovo. Si accompagna ad altre pratiche, non le sostituisce ma le arricchisce. Una grande dote del focusing è quella di poter dare ricchezza e profondità ad altre modalità di lavoro, ad esempio si accompagna all’arteterapia, allo psicodramma, a…….

Mi sono accostato al focusing quasi per caso. Attraversavo un momento critico ed una mia amica me ne parlò, incuriosendomi. Per saperne di più guardai su internet e vidi che la settimana successiva a Verona, c’era una conferenza di presentazione. Quella mi sembrava davvero una coincidenza non casuale, mi sembrava davvero un invito ad andarci. A quel primo incontro ne seguirono tanti altri: decisi di partecipare al corso per imparare a fare focusing, poi per aiutare gli altri. sono Practitioner di Focusing, posso cioè impiegare il Focusing nelle mie attività di aiuto agli altri. 

Il brano che leggi di seguito è una presentazione del Focusing scrita da Germana Ponte, Trainer e Coordinator di Focusing, la persona che mi ha formato e mi segue nel Focusing

guarda anche il suo sito:http://www.focusing-consapevolezza.org/

Il Focusing: cos'è e a cosa serve

Il Focusing è ascoltare il linguaggio del corpo e comprenderlo.
In questo caso, quando diciamo corpo, non intendiamo il corpo fisico in senso stretto, ma anche il corpo emotivo, mentale, energetico e quant’altro, in una parola il nostro intero essere al mondo.
Questo nostro corpo olistico contiene molte più informazioni della sola sfera razionale, su di noi, su come ci percepiamo, su come viviamo gli eventi della nostra vita, su quali sono le nostre difficoltà, quali le nostre risorse, ecc…. Infatti contiene la trama della nostra storia passata, i significati che diamo alla nostra vita oggi, il nostro modo di interagire con gli altri e con l’ambiente, le nostre speranze e paure per il futuro….

Ogni volta che ci succede qualcosa, il nostro corpo riassume tutta questa conoscenza in una sensazione complessa, che percepiamo ai margini della coscienza.  Di solito non le diamo molta importanza, a causa della nostra cultura che ci ha addestrati a privilegiare il “capire” rispetto al “sentire”.
Nel mondo del Focusing chiamiamo questa sensazione complessa “Felt Sense”, in italiano si traduce più o meno come “significato percepito” o “vissuto sentito”, nel corpo olistico naturalmente.

Il Focusing è un insieme di tecniche messe a punto da Gendlin, (l’ideatore di questa via) e dai suoi discepoli più brillanti, tra cui la mia mentore, Ann Weiser Cornell. Queste tecniche servono semplicemente a ripescare questa nostra facoltà del “sentire” le cose, facendo emergere dal subconscio il Felt Sense, con tutta la ricchezza di informazioni che contiene, su di noi e su ogni nostro vissuto.
Si potrebbe anche dire che il Focusing è un processo di auto-consapevolezza, e che serve a far luce su tutto quel nostro mondo sommerso che funziona in modo implicito, o meglio che ci agisce senza che noi ne abbiamo coscienza. Portarlo alla luce significa riappropriarsene, ma c’è di più…
Fin dai primi passi di questa via si è capito che il Felt Sense ha bisogno di vedere la luce in un mondo totalmente accogliente.  In altre parole, il corpo si apre a noi e ci parla solo se lo rispettiamo incondizionatamente in ogni suo aspetto.
Ed è proprio in questa accoglienza totale dei nostri feeling che sta la chiave del cambiamento. Proprio come noi ci apriamo ed evolviamo solo quando ci sentiamo totalmente accettati, allo stesso modo avviene per il nostro mondo interiore, con tutte le sue sfaccettature.

Portare alla luce tutto quel mondo sommerso che ci appartiene e che ci agisce senza che ne siamo coscienti, ci rende più consapevoli e più presenti a noi stessi. Ma soprattutto porta con sè un senso di sollievo percepito nel corpo, che Gendlin ha chiamato “Felt Shift”, ossia “spostamento in avanti sentito”.  Questo è il modo in cui i veri e duraturi cambiamenti avvengono, con un senso di sollievo nel corpo, e la percezione che energie prima erano bloccate,  ora hanno trovato la strada per fluire di nuovo e farci andare avanti.
Il processo di Focusing ci rende più consapevoli e più presenti a noi stessi. Ma soprattutto porta con sè un senso di sollievo percepito nel corpo, che Gendlin ha chiamato “Felt Shift”, ossia uno “spostamento in avanti sentito”.  Questo è il modo in cui i veri e duraturi cambiamenti avvengono, con un senso di sollievo nel corpo, e la percezione che energie prima bloccate,  ora hanno trovato la strada per fluire di nuovo e farci andare avanti.

Origini e storia

Il Focusing è nato 30 anni fa negli USA ad opera del dott. Eugene Gendlin, discepolo di Rogers dapprima, e poi suo amico e collaboratore. Ricordiamo che Rogers fù uno dei padri fondatori della psicologia umanistica.

Quando Gendlin divenne il capo del dipartimento di psicologia all’università di Chicago, iniziò una grossa ricerca, il cui scopo era di capire il perché la psicoterapia fosse spesso così lunga e poco efficace. A questo scopo vennero registrate migliaia di ore di psicoterapia con terapeuti diversi, appartenenti a scuole diverse (gestalt, bioenergetica, psicoanalisi, comportamentismo, psicodramma…).
Quando Gendlin e i suoi collaboratori visionarono tutto questo materiale, scoprirono che i clienti la cui terapia andava a buon fine, erano tutti in grado di fare qualcosa che gli altri clienti non sapevano fare. Mentre la terapia aveva luogo, controllavano spesso se ciò che dicevano corrispondeva a ciò che ‘sentivano’ nel corpo. Si fermavano spesso per entrare in contatto con questa particolare forma di consapevolezza corporea, e a tentoni cercavano le parole giuste per descrivere ciò che sentivano. Mentre gli altri clienti, che sembravano non possedere questa abilità,  rimanevano su nella testa a raccontare le cose.

Gendlin coniò un’espressione nuova per questa forma di consapevolezza corporea,  la chiamò “Felt Sense”, che in italiano suona più o meno come “significato sentito” (vissuto sentito) a livello corporeo. E il Focusing ebbe inizio proprio mettendo a fuoco, facendo luce su questo qualcosa che era ai margini della coscienza, e che risultava tanto importante da fare la differenza tra il successo e l’insuccesso in terapia.
Naturalmente il risultato di questa ricerca suscitò molto interesse tra gli addetti ai lavori e non, molti  chiesero di imparare questa particolare abilità. Gendlin confessa che la sua formazione di accademico gli fece pensare dapprima che non era possibile insegnarla a chi non la possedeva. La sperimentazione dimostrò che tutti la possediamo, semplicemente in molti di noi è inibita a causa della nostra cultura, che dà molta più importanza alla sfera razionale come fonte di informazione piuttosto che al corpo.
E fu così che Gendlin la insegnò a chiunque glielo chiedeva, addetti ai lavori e non.

Pian piano intorno a Gendlin e al Focusing si creò un movimento internazionale, che ora fa capo al Focusing Institute con sede a New York. Molte migliaia di persone sono state addestrate durante questi 30 anni a contattare il loro vissuto corporeo, grazie a un nutrito numero di trainers che via via è stato formato all’interno dell’Istituto.
Gendlin ora è in pensione, lui ha applicato il Focusing principalmente alla filosofia, poiché ama lavorare ai nuovi paradigmi. Il Focusing può essere molto utile in questo campo, visto che il Felt Sense ha anche la particolarità di avere sempre spazio per il nuovo. Il suo sistema si chiama “Thinking at the edge”, che suona più o meno come “pensare ai margini” (del nuovo).

Il Focusing, oltre a venir insegnato a chiunque lo chiede, è stato applicato in molti campi, quali psicoterapia, medicina, istruzione, formazione, counseling, body-work… Infatti è uno strumento trasversale che si sposa bene con qualsiasi cosa favorisca la salute psico-fisica,  la consapevolezza, la felicità  negli esseri umani.

Effetti e benefici

Il Focusing consente di essere più consapevoli di chi siamo  e di come funzioniamo. Permette di stabilire una migliore relazione tra noi e i nostri feeling, tra noi e i vari aspetti di noi. Una maggiore facilità e velocità nel trovare la via per risolvere problemi, uscire da empasse, e ripristinare l’integrità e l’armonia interiore. Come conseguenza naturale di tutto questo anche i rapporti con gli altri e il nostro modo di stare al mondo migliorano gradualmente.

A chi è consigliato

A ogni essere umano in grado di intendere e di volere. Di fatto ripristina una facoltà in disuso, quella del ‘sentire’ le cose, ampiamente sottovalutata dalla nostra cultura in favore del ‘capire’.

A chi è sconsigliato

A quelle persone che sono alle prese con problemi psichici di una certa importanza. Prima è bene ricorrere a professionisti adatti al caso, in modo da stare in piedi sulle proprie gambe.

Particolarmente efficace se praticata insieme a...

Il Focusing si può praticare da soli, ma è particolarmente efficace se praticato assieme a un compagno alla pari. Dopotutto siamo esseri sociali.

Età  consigliata

Non esistono limiti di età, il Focusing è reimparare ad ascoltare e comprendere il linguaggio del corpo.

Tempo di pratica per godere dei benefici

Il Focusing ha bisogno di essere imparato con calma, perché è necessario metabolizzare il processo. Ogni insegnante di Focusing ha il suo proprio metodo di insegnamento, perché il Focusing Institute favorisce la creatività. Tuttavia nessun corso dura meno di 5-6 mesi, casomai è più probabile che duri di più.

Come si svolge un incontro

Gli incontri individuali con un insegnante di Focusing durano in media un’ ora. Consistono nel favorire nel cliente un processo di autoconsapevolezza, basata sul ‘sentire’ come il corpo si vive le cose che ci succedono.
I corsi di focusing invece sono un misto di teoria e di molta pratica, sia in gruppo che a coppie.

Germana Ponte

Certifying Coordinator
Focusing Trainer


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