I tarocchi per l’immaginazione

Il mio primo incontro con i tarocchi è avvenuto ad Urbino nel 1974. Mi trovavo a frequentare un corso estivo all’università, presso il Centro Internazionale di Semiotica e Linguistica. Era per me un’esperienza nuova ed importante, che mi sarebbe servita nel corso della mia vita professionale ma non solo per quella.

Mentre camminavo nelle strade del centro rinascimentale di questa città, ho visto una piccola libreria e sono entrato per dare un’occhiata. In un piccolo scaffale quasi nascosto ho visto la copertina di un libro che parlava di tarocchi. L’ho sfogliato, convinto fosse uno dei tanti libri di pseudomagia che i librai seri tengono per soddisfare anche le più inusuali richieste ma che lasciano un pochino nascosti in qualche cantone, quasi se ne vergognassero. Le illustrazioni però mi colpirono, non avevo mai visto nulla di simile. Mi sono lasciato tentare,l’ho comperato e l’ho portato nella stanza del college che mi ospitava. Lìho sfogliato prima con rinnovata curiosità poi con una nuova attenzione quelle figure pareva volessero dire qualcosa, ho letto le pagine che le illustravano. Il giorno dopo sono tornato nella libreria per comperare un mazzo di tarocchi che il libraio mi incartò con un grande sorriso d’intesa. Non disse una parola ma il suo sguardo sembrava dirmi che stavo quasi per entrare in una confraternita di intenditori. La mia passione nascente per gli studi sul linguaggio, sul nascere, si accompagnava con l’incontro con un mondo misterioso che mi avrebbe poi accompagnato per tutta la vita.

Ho scelto fin dall’inizio di dedicarmi allo studio degli arcani maggiori, tralasciando quelli minori che trovavo meno stimolanti. Ero incuriosito dalle loro immagini e ho continuato a leggere per conoscerle meglio. La storia dei Tarocchi è stata per me un argomento affascinante per tanto tempo, anche se ora penso che considerarla il fondamento dello studio su quel mazzo di carte possa limitare la nostra ricerca.

Tornato a casa non ho messo via il libro e le carte, anche se le ho lasciate in un cassetto, ma ogni tanto le tiravo fuori, le guardavo e me le coccolavo. E così una parte di me curiosa continuava e cominciava a cercare ovunque dove si parlasse di tarocchi per cercare di capire cosa fossero, quale fosse la loro origine. E questa curiosità ha iniziato ad accompagnarmi.


Ho scoperto così tante cose, che il mazzo dei tarocchi nasce in Italia quando le carte sono arrivate forse da poco dall’oriente e vengono mescolate, accompagnate con altre esperienze. Scopro che ci sono altri massi di carte che oramai sono quasi scomparsi, come ad esempio le minchiate fiorentine, ma che i tarocchi sono quelli che sopravvivono come mazzo di carte da gioco con almeno due varianti , quella piemontese e quella bolognese e che solo da qualche decennio, circa un secolo, vengono impiegati per leggere il destino e che con questa fama si diffondono in tutto il mondo.

Scopro poi che alcune persone hanno creato varianti dei tarocchi e sostengono di avere ritrovato il mazzo originario, corrotto da secoli di ristampe e mutazioni. Il racconto della scoperta del mazzo primario ha sempre avuto discreto successo tra gli appassionati, che spesso si dividono in gruppi nei quali ognuno sostiene l’autenticità e la purezza del proprio mazzo originale.

Addirittura dicono che le carte sono insegnamenti egizi arrivati fino a noi, sono insegnamenti della Dea Iside. Io leggo tutto questo con qualche perplessità. Questi racconti mi incuriosiscono, ma preferisco leggerli con curiosità, ma non li ritengo molto fondati, anche se li trovo affascinanti.

Una cosa che è subito importante per me è cercare di capire in che modo leggere le carte, i tarocchi. Allora, i tarocchi possono aiutarmi a ritornare al passato? Possono farmi capire il presente, il futuro? È un bel problema quello del futuro. Certamente il futuro non è una capacità di predire.

Se fosse così sarebbe tutto molto più semplice. Io oggi sarei ricco perché grazie ai tarocchi avrei trovato, ad esempio, come vincere il Super Enalotto, ma non è così. Nessuno riesce a vincere, a trovare i numeri del lotto, i numeri del Super Enalotto, a comprare il biglietto della, basandosi sulla lettura delle carte.

Quello che può essere nel futuro è la capacità di cogliere nel presente quelli che possono essere gli sviluppi futuri, quelli che possono diventare, se la persona vuole o se gli piace, semplicemente andare. E in questo caso la capacità intuitiva di leggere nel presente i segni del futuro è una cosa che trovavo reale e che spesso è riuscita anche a trovare conferma. C’è da dire che sono convinto che quando noi anticipiamo il futuro di una persona la spingiamo anche a comprenderla in considerazione, a cercare di capire se questo tipo di futuro sarà utile per lei o se sarà da evitare, da combattere.

In questo senso la lettura dei Tarocchi, che è una lettura sostanzialmente psicologica, è di aiuto alle persone quando non pretende di essere una forma superstiziosa, ma è un semplice modo di guardare la realtà in maniera differente.

Devo confessare che subito ho provato a leggere le carte. Quando ho provato a farlo con gli amici, senza crederci troppo e aspettandomi clamorose smentite sono rimasto sorpreso dal risultato perché erano colpiti, stupefatti, mi dicevano che ero molto bravo, davvero capace. Questa gratificazione è stata importante per farmi andare avanti.

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