I figli di mia madre si sono sdegnati con me:
mi hanno messo a guardia delle vigne;
la mia vigna, la mia, non l’ho custodita.
I tre versi che leggi sopra appartengono al Cantico dei cantici, uno dei libri della Bibbia. E’ un libro molto conosciuto e commentato da secoli e ha sempre esercitato un enorme fascino sui lettori. Molti si sono chiesti come mai un testo dai chiari contenuti erotici sia considerato a pieno titolo, sia nella tradizione ebraica che in quella cristiana, parte del testo sacro che sta alla base della dottrina religiosa. La spiegazione che ci interessa è che il testo rappresenti, in forma allegorica, le relazioni fra Jahvè e la nazione ebraica o tra Dio e la Chiesa, a seconda dei commenti (per approfondire l’argomento guarda qui ).

questa spiegazione ci indica che fin dall’antichità (secondo alcuni il testo risale al IV secolo avanti Cristo) noi uomini abbiamo utilizzato immagini per spiegare dei concetti. In altre parole le immagini sono state impiegate per illustrare idee e concetti che espressi attraverso la loro semplice enunciazione non sarebbero stati espressi in modo adeguato . Certamente esistono altri testi importantissimi (si pensi alle tragedie greche) che utilizzano la forza delle immagini per impressionare l’uditorio. il Cantico dei Cantici sembra però la prova della convinzione che alcuni concetti, particolarmente delicati e complessi possano venir pienamente compresi solo attraverso l’utilizzo di immagini.

Le immagini dunque non servono solo per abbellire il discorso o per spiegarlo alle menti dei semplici ma sono lo strumento che ci consente di comprendere appieno tematiche di grande importanza. Seguiremo questo filone che ci condurrà poco alla volta ai giorni nostri e ci aiuterà a capire meglio i nostri comportamenti, anche nella vita quotidiana.

Valerio Loda
