La tela del ragno

la tela del ragno è un’immagine che colpisce la nostra fantasia in molti modi.

 I motti:

Ho tessuto la mia tela

Sono rimasto imprigionato in una trama

sono sfuggito alle sue trame

hanno sensi opposti che richiamano a due differenti punti di vista: quello del cacciatore e quello della preda.   Il dizionari di italiano, è vero definisce trama: 1 Complesso dei fili che vengono fatti passare tra i fili dell’ordito ad angolo retto, per formare un tessuto; estens. particolare struttura di un tessuto, dipendente dal modo in cui i fili sono stati intrecciati: tessuto a t. larga, stretta 2 fig. Manovra macchinata di nascosto SIN intrigo 3 fig. Intreccio delle vicende di un’opera letteraria o di un film: non ricordo la t. del film

E’ difficile però collegare il significato letterale (1) al senso figurato (2) se non ammettiamo l’esistenza  una tela molto antica, più antica  perfino di quella di Penelope, e nella quale i fili non passano ad angolo retto. E’ la tela del ragno,  quella della nostra immagine. La parola tela può rimandare a qualcosa di  circolare o di rettangolare, può avvolgere o imprigionare, può proteggere, essere un’arma che permette di catturare il nemico oppure una trappola in cui si può cadere.  

Parlando di Penelope mi è venuto in mente che la moglie di Ulisse è nota per la sua pazienza e la sua determinazione, che la fanno assomigliare  ad un ragno paziente che tesse la tela perchè sa che alla fine otterrà il risultato desiderato.  Penelope  lavorava la sua tela,  che tesseva di giorno e disfaceva la notte, per proteggersi  dalle mire dei Proci e allo stesso tempo costruiva  attorno a loro, per bloccarli e impedire di muoversi, di agire, la sua trama. Il suo filo  era  un misto di ritrosie  ed assensi  che diede  allo sposo il tempo per  tornare a Itaca, imbastire un piano   e sterminare i pretendenti. Forse però temette di rimanere invischiata anche lei  in quella   trama di inganni  quando Ulisse si rivelò  come lo sposo che attendeva: la trama può imprigionare anche chi la tesse. per questo  diede ordine alle ancelle di  portare il letto nuziale fuori dalla loro stanza, voleva vedere come avrebbe reagito lo straniero alle sue parole . L”ultimo inganno  svelò  verità: era davvero lui lo sposo! Solo loro sapevano che il letto era stato costruito su un grande ulivo, il tronco tagliato alla base ma con le radici piantate nella terra, a dare solidità alla loro unione. La complicità  libera gli innamorati dalle paure, dai dubbi dagli inganni. La tela che non deve più disfare diventa  un candido  lenzuolo per le loro notti d’amore.

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