C’era una volta un re, seduto sul sofà, che disse alla sua serva, raccontami una storia, e la storia incominciò: c’era una volta un re…..

Quando guardo la mia vita me la vedo come una storia con un inizio, un’evoluzione e immagino , in modo indeterminato, una fine, che non conosco nei tempi e nei modi ma so che avverrà. E’ scritta bene questa storia? Le avventure, le prove affrontate sono state superate? Non sempre: qualche volta ho vinto, altre sono tornato a casa malconcio ma ho tratto una lezione anche dagli incidenti, dalle sconfitte, dai fallimenti. Cosa mi aspetta per il futuro?
Potrei starmene al calduccio nella mia casa ma so che la curiosità è tanta, non ce la faccio, devo uscire per una nuova avventura.

Il romanzo della nostra vita è suddiviso in tanti capitoli, microstorie, con una loro struttura, che si intrecciano tra di loro e in questo modo fanno fluire il racconto della nostra esistenza che è più ricco, interessante e significativo della nostra semplice esistenza fisica. Quante emozioni proviamo? Quanti amori incontriamo, quanti dolori ci affliggono? Li troviamo tutti nel romanzo che scriviamo quotidianamente e più ne siamo consapevoli più ci appassiona e scegliamo di aggiungervi nuove avventure . ci è sempre piaciuto ascoltare storie: dalla voce della mamma più tardi pendavamo dalle labbra degli amici e dalle amiche più grandi che ci raccontavano le loro avventure nel gran mare della vita, più tardi i film, la televisione si sono assunti questa incombenza: l’ascolto faceva scattare in noi sogni e fantasie che arricchivano la nostra anima.
Jacob Levi Moreno ebbe per primo l’intuizione che le storie messe in scena hanno su di noi un effetto particolare perché ci fanno entrare nella storia con tutto il nostro corpo. Nello psicodramma le espressioni, i movimenti del corpo, le espressioni facciali riprendono il loro posto perché non vengono raccontati ma quando sono sulla scena svelano la potenzia e il fascino di tutte le espressioni non linguistiche che accompagnano la narrazione. Vedere messa in scena la nostra vicenda ha un effetto particolare, come pure assistere alla messa in scena di una vicenda .che è ha preso forma davanti a noi, quasi all’improvviso.
L’esperienza psicodrammatica ci ha mostrato inoltre, nel concreto, che le nostre storie sono costituite da microepisodi, talvolta di breve durata ma ricchi di significato che se messi in scena possono venire guardati e cambiati per non rimanere prigionieri di un passato che non ha trovato la sua soluzione.
foto Elena Tishkova da Pixabay

Da molti anni l’analisi testuale si è interessata alle strutture del narrare, non è da molto tempo però che tutto questo è diventato di interesse per tutti. Storyelling è la parola magica diventata di uso comune, dai tanti usi, dai molteplici significati. Ha fatto capire a tutti che il raccontare è un momento importante del vivere sociale. I più raffinati sanno bene il significato di termini quali il viaggio dell’eroe, come pure l’arco di trasformazione del personaggio.
Una storia ben costruita piace comunque a tutti. La nostra storia individuale è ben costruita? Non intendo dire che debba avere per forza un lieto fine o che non debba presentare momenti critici deve però avere un senso .

le fiabe narrano un susseguirsi di fatti che, per quanto stupefacenti, risultano credibili e ci propongono soluzioni affascinanti. i racconti possiedono una struttura simile, ma la loro maggior adesione alla realtà storica nella quale avvengono i fatti li fa impiegare meno come strumenti di riflessione.
L’atemporalità delle fiabe sembra essere lo strumento più adatto per dare vita nella nostra mente allo spazio di semirealtà visto da Moreno e da lui sapientemente utilizzato nei lavori psicodrammatici.
E’ possibile creare un momento di attenzione, di rispetto e di ascolto interiore online utilizzando le fiabe? Uno spazio che consenta ai partecipanti di incontrare momenti della propria storia personale e di guardarli in modo diverso?
Il percorso che intendo proporre è quello di uno spazio di ascolto che utilizza metodi attivi, storytelling e momenti introspettivi per dare benessere e, spero, anche allegria. Ne parlerò ancora.