Giocare col caso

Questa mattina stavo pensando a quale argomento trattare nell’articolo che volevo scrivere. Mi sentivo un po’arrugginito, senza molte idee.

uvaserendipity

 

È naturale: finita l’estate, con i suoi ritmi completamente scombinati, riprendere a scrivere significa per me ricominciare a lavorare in maniera ordinata e questo, lo confesso, non va d’accordo con la mia tendenza al disordine.

Dopo essere rimasto per più di un’ora di fronte alla pagina bianca di Word ho pensato che avrei fatto bene a cercare ispirazione su internet. Spesso questo è un passo falso: cominci a digitare qualche parola su Google, quasi sempre a caso, clicchi sui primi link che ti arrivano e inizi così a perderti nella rete fino a quando, deluso, chiudi tutto e torni a concentrarti su quello che dovevi fare: hai solo perso una o due ore e questo lo sapevi anche prima di cominciare. Ho iniziato così, però stavolta ho avuto fortuna. La mia idea iniziale era quella di  scrivere qualcosa  sui fiori di Bach, mentre cercavo mi è arrivata l’ispirazione  per scrivere una cosa completamente diversa. Questo modo di lavorare ha a che fare con la serendipity e io qui  parlerò di  questo argomento.

Il termine serendipità scrive Wikipedia, indica la fortuna di fare felici scoperte per puro caso e, anche, il trovare una cosa non cercata e imprevista mentre se ne stava cercando un'altra. Il termine fu coniato in inglese (serendipity) da Horace Walpole nel XVIII secolo. …. la serendipità indica anche il tipico elemento della ricerca scientifica, quando spesso scoperte importanti avvengono mentre si stava ricercando altro. Portando alle estreme conseguenze il concetto di serendipità/casualità delle scoperte scientifiche, in contrapposizione al metodo dell'indagine sistematica, si può arguire che in ogni scoperta, come del resto in ogni aspetto della vita reale, deve essere insito qualche elemento di casualità: se il ricercatore sapesse già esattamente quello che sta cercando, non avrebbe bisogno di cercarlo.    

Questo termine indica dunque una scoperta casuale che avviene mentre si sta cercando qualcos’altro e questo accade molto più di frequente di quanto non si pensi.  Serendipity è un evento, o un dato, o un’informazione che compare improvviso. Chi lo coglie non si aspettava nulla di simile , ma questo non accade solo per pura combinazione. Perché si manifesti occorre che chi osserva riesca a cogliere la originalità di quello che vede.  Senza la  capacità di cogliere la particolarità di quello che è stato osservato, questo rimane  sullo sfondo della scena,  inosservato.

E’ proprio l’osservazione che trasforma un semplice fatto in una scoperta interessante. Perché ci si trovi davanti ad un elemento di serendipity occorrono dunque: il dato di realtà che compare senza essere stato previsto   e la capacità intuitiva  di coglierne l’originalità. Serendipity mi affascina perché è la dimostrazione che il nostro modo di stare al mondo è davvero complesso. Solitamente noi ci muoviamo sulla base di modelli  che provengono dalla nostra storia e da quella della nostra famiglia. Questo insieme di convinzioni  ci porta lungo binari che, costruiti nel passato pensiamo siano adatti anche per il nostro futuro e che sono per noi di estrema importanza perché ci regalano sicurezza. Tali percorsi però possono diventare inadatti per noi perché il nostro modo di vivere è cambiato e sono cambiati i nostri sogni. In questo caso se continuiamo sulla strada disegnata prima, continuiamo a perseguire progetti di vita  che non sono più nostri e soffriamo di questa imposizione che nel passato abbiamo accettato per convenienza, per amore, per voglia  di identificazione in un gruppo.  L’evento inatteso che ci capita mentre stiamo cercando qualcos’altro può diventare essenziale per noi ma lo cogliamo solo se siamo disposti a guardare le cose in modo originale, cioè se cerchiamo di coglierlo con un punto di vista nuovo. In questo caso, quello che appariva un  errore diventa qualcosa di originale, il superfluo si trasforma in significativo, lo scarto da eliminare diventa parte essenziale del nostro progetto di vita. L’evento  inaspettato non ci pare  più una perdita di tempo che rallenta il nostro glorioso cammino verso la Meta progettata da qualcun altro che però non è più la nostra ,  ma diventa il mezzo  per realizzare qualcosa di realmente nuovo e di scoprire possibilità  che prima non avevamo immaginato.

Perché Serendipity possa accadere occorre un atteggiamento mentale di accoglienza senza critica alle cose nuove. In questo senso la capacità di accogliere il Felt sense scoperto da Eugene T. Gendlin e da lui descritto nei suoi testi sul Focusing   è una modalità che si rivela molto utile per accogliere la Serendipity. L’ascolto del Felt sense impegna la nostra sensibilità senza farci metter da parte la componente razionale perché questa collabora con la parte intuitiva e ascolta senza critica quello che le viene proposto. Dare ascolto al Felt sense diventa così un modo concreto, semplice, che può venire messo in atto tutti i giorni per dare spazio e ascolto a modi di considerare le cose che spesso riteniamo marginali ma che possono divenire importantissimi

Concludo le mie osservazioni proponendovi un semplice link, quello che ha fatto nascere in me tutte queste considerazioni.

http://www.proversi.it/ è un sito che si propone di confrontare opinioni a favore e contro su diversi argomenti lasciando a chi legge il giudizio. Guardatelo, le schede sono parecchie. Non è facile oggi trovare spazi internet che non pretendono di darti la loro verità e cercano di offrirti materiale su cui riflettere. Su Facebook gli scontri a base di citazioni (dotte?) si sprecano e chi non la pensa come te spesso diventa un nemico da abbattere. Questo modo di lavorare non aiuta la Serendipity perché vede come nemico il punto di vista diverso dal tuo. Tornare ad un modo più aperto di considerare le cose non è un semplice atto di tolleranza e educazione, è il modo migliore per lasciare a noi ogni giorno la possibilità di fare nuove scoperte.


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